PREMESSA
Il periodo in cui ci troviamo ad operare può essere definito, a ragione, un momento storico per la scuola italiana.

Da decenni infatti si parlava di autonomia che, finalmente, è stata varata.
La riforma della scuola superiore, lungamente attesa, non ha mai visto la luce nel Parlamento italiano, ma in questi anni la scuola, partendo dalle reali esigenze della società, è notevolmente cambiata, anche se non uniformemente.
Il fenomeno della sperimentazione, estesosi ad un numero sempre crescente di istituti, ha di fatto dato l’avvio ad un nuovo tipo di scuola, maggiormente rispondente alle esigenze delle diverse realtà territoriali.
Così, accanto a materie nuove e a nuovi corsi di studio, sono state introdotte nuove metodologie d’approccio alle materie tradizionali.
Un notevole passo avanti in questo senso è stato rappresentato dall’introduzione, nel 1995, della Carta dei Servizi, con la quale ogni realtà scolastica si interrogava sulla propria funzione educativa, assumendo degli impegni precisi con l’utenza.
Successivamente, nell’anno scolastico 1999-2000, ogni istituto è stato invitato a redigere il proprio Piano dell’Offerta Formativa (POF) in vista dell’autonomia.
Con questo documento, ogni istituto definisce meglio la propria identità e le caratteristiche specifiche, culturali ed educative, nel pieno utilizzo delle risorse umane e tecnologiche, sia per il conseguimento del pieno successo scolastico, che per l’ampliamento dell’offerta formativa.
Per raggiungere questo obiettivo sono previste attività integrative pomeridiane e l’inserimento di nuove materie d’insegnamento, sino a coprire il 15 per cento del totale delle ore curriculari.